Luxembourg | A monday afternoon with Bottura and the True Italian Taste


ITALIAN VERSION (English version below)


"Nel nostro futuro, ci sarà sempre futuro".

Massimo Bottura ripete questo mantra ad ogni intervista. E se c'è una ragione per la quale lo chef modenese guarda il mondo gastronomico dall'alto della sua Osteria Francescana, è la potenza dei suoi messaggi.


Il pensiero è a volte irruento, verbalmente violento, radicalmente positivo.


Ma se il mondo del fine dining da qualche anno ha cominciato a parlare sempre più italiano, dopo anni di lezioni di spagnolo e danese, firmate Adria, Roca e Rezdepi, lo dobbiamo anche all'energia catalizzante di questo chef, i cui muscoli "sono fatti di Parmigiano Reggiano" e nel cui sangue "scorre aceto balsamico".


Non stupisce dunque lo sforzo congiunto delle Camere di Commercio Italiane in Lussemburgo, Belgio e Olanda, di portare sul palco virtuale (COVID imposuit) mittel-europeo l'Ambasciatore degli Ambasciatori.


L'argomento i prodotti italiani e la loro difesa, in un mondo che - per troppo amore (?) - ha la tendenza di inondare i mercati di ingredienti che di Italiano hanno solo la storpiatura del nome.


Bottura ha risposto presente alla chiamata, e a tra una domanda e l'altra, ha preso per mano l'audience in un viaggio dalle Alpi agli Appennini alla ricerca di nocciole, radici e tartufo; ha attraversato a piedi scalzi il giardino di Casa Maria Luigia ("un sogno che si realizza") per raccogliere erbe aromatiche e fiori; ha accarezzato gli ulivi del Garda, quelli toscani e pugliesi, e si è chinato nei campi di frumento pretendendo prezzi equi e dignitosi per gli agricoltori ("non chiediamo mai il prezzo dei prodotti ai nostri fornitori perchè sappiamo che la qualità si paga").


Protagonista dell'incontro anche la cucina di recupero, che è, a parere di chi scrive, cucina italiana al pari di lasagne e cacio e pepe: e così dal mixer di casa Gilmore-Bottura ecco venir fuori un pesto di basilico, menta, prezzemolo e pangrattato (con buona pace del Ligure Segretario Generale della Camera Olandese), un'insalata di misticanza e fiori dell'orto, ed un gelato alla crema e amarene "mantecato" in un'Emilianissima gelatiera Carpigiani.


A fare capolino anche qualche referimento al nuovo menu "With a little help from my friends", risultato del lavoro di squadra e delle sensibilità internazionali al servizio della Francescana. Un non-omaggio ai Beatles, nella sua volontà di interpretarne lo spirito delle canzoni, al di là delle individualità di Lennon&Co.


Due ore ininterrotte di omaggio all'Italia, Paese di prodotti e produttori, arte ed artigiani, nonne, mamme e cuochi, "Paese di fast cars e di slow food".


ENGLISH VERSION


"In our future, there will always be future."

Massimo Bottura repeats this mantra with each interview. And if there is a reason why the Modenese chef looks at the gastronomic world from the height of Osteria Francescana is the power of his message.


The thought flow is sometimes impetuous, verbally violent, radically positive.


But if since a few years the fine dining world started to speak Italian more and more, after years of Spanish and Danish lessons, signed Adria, Roca and Rezdepi, it is also due to the catalyzing energy of this Chef, whose muscles "are made of Parmigiano Reggiano" and in whose blood "balsamic vinegar flows".


It is therefore not surprising to see the joint efforts of the Italian Chambers of Commerce in Luxembourg, Belgium and the Netherlands to bring the Ambassador of the Ambassadors to the virtual stage (COVID imposed) of the Central Europe.


The topic, the Italian products and their defense, in a world that - out of too much love (?) - has a tendency to flood the markets with ingredients, whose only Italian reference, is the crippled name. Bottura answered the call, and between one question and another, he took the audience by hand on a journey from the Alps to the Apennines in search of hazelnuts, roots and truffles; he walked barefoot through the garden of Casa Maria Luigia ("a dream come true") to collect aromatic herbs and flowers; he stroked the olive trees of Garda, the Tuscan and Apulian ones, and he bent over the wheat fields demanding fair and dignified prices for farmers ("we never ask the price of products from our suppliers because we know that quality has to be correctly paid"). The main character of the meeting was also the cuisine of waste, which is, in the opinion of this writer, Italian cuisine with the same dignity of lasagna and cacio e pepe: and so from the mixer of the Botturas here comes a pesto of basil, mint, parsley and breadcrumbs (that does not necessarily winks to the Ligurian General Secretary of the Dutch Chamber), a salad of mixed herbs and garden flowers, and a cream gelato with black cherries, prepared in a very Emilian Carpigiani machine.


Some references were dedicated as well to the new menu "With a little help from my friends", result of the teamwork and international sensibilities at the service of the Francescana. A "non-homage" to the Beatles, in its desire to interpret the spirit of the songs, beyond the 'individualities' of Lennon & Co. Two uninterrupted hours of homage to Italy, a country of products and producers, art and craftsmen, grandmothers, mothers and cooks, "country of fast cars and slow food".

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